In Abruzzo, a Santo Stefano di Sessanio ho incontrato Valeria Gallese fondatrice di AquiLANA, un progetto che non è solo un’attività commerciale, ma una missione per ridare dignità alla lana italiana e ai suoi pastori.
Valeria è una veterinaria che a 26 anni, dopo la laurea, si è appassionata al mondo della pastorizia.
La sua storia non inizia in un’aula di business, ma tra le montagne aspre e affascinanti del Gran Sasso.
Ha compreso presto che la lana, un tempo risorsa preziosa, era diventata un peso per gli allevatori. Sebbene la tosatura sia essenziale per la salute delle pecore, smaltire il vello ha un costo non indifferente.
È proprio in questo scarto, però, che Valeria ha visto una grande opportunità. Non solo economica, ma anche morale. È nata così l’idea di AquiLANA: un progetto per valorizzare la lana delle pecore autoctone, dimostrando che non solo è un materiale di alta qualità, ma che può anche raccontare una storia di sostenibilità, di territorio e di fiducia.
È partita con solo una cinquantina di chili ma lentamente il suo progetto ha convinto gli allevatori della zona.
Valeria ha stabilito con loro una partnership basata sulla fiducia. La lana viene pagata 2 euro al chilo, trasformando un onere in un guadagno e un incentivo a continuare la tradizione pastorale. Quest’anno, grazie al lavoro di questa rete virtuosa, AquiLANA ha raccolto ben 30.000 kg di lana. E oggi sono 12 le aziende agricole che si affidano a lei.
La qualità è il fulcro di tutto. Valeria e i suoi collaboratori hanno dimostrato che la lana abruzzese può competere con le più celebri lane australiane. Con i suoi 21,86 micron, è una delle lane più sottili e preziose prodotte sul territorio italiano.
Il vello raccolto viene imballato e spedito per la filatura a Biella, in Piemonte.
Ma il tocco finale, quello che rende ogni gomitolo un pezzo unico, avviene proprio in Abruzzo. Valeria si occupa personalmente della tintura, usando solo ingredienti naturali che raccontano la storia della sua terra: piante, radici, fiori, cortecce e persino il rosso intenso del Montepulciano, il vino che è simbolo della regione.
La lana italiana, a lungo snobbata, sta tornando ad essere un prodotto di eccellenza. Il progetto di Valeria dimostra che la pastorizia ha un futuro e che i pastori, con un’età media tra i 30 e i 50 anni, sono pronti a scommettere sul loro mestiere.
E ogni volta che acquisti un suo gomitolo, non stai comprando solo del filo, ma una storia di rinascita, di etica e di profondo amore per l’Abruzzo.
Oltre a Santo Stefano di Sessanio in Piazza Medicea 8 e 9, puoi trovare Valeria e la sua lana ad Abilmente Roma e Vicenza e a Creattiva Bergamo e Napoli.
